La rotazione degli pneumatici è una soluzione a disposizione degli automobilisti per farli durare più a lungo: vediamo lo schema corretto per applicarla.
Per la rotazione degli pneumatici, lo schema corretto dipende dalla tipologia di gomme, per cui non esiste una soluzione “universale”. Una cosa è certa: si tratta di un’operazione che offre dei benefici, il principale dei quali è incrementare la durata delle coperture. Per questo esperti e addetti ai lavori consigliano di effettuarla ciclicamente, in modo da uniformare il consumo delle gomme installate sull’asse posteriore e su quello anteriore semplicemente alternandole ogni tot chilometri. Con questo scambio di posizione, sarà possibile sfruttare al massimo il battistrada dei pneumatici sino alla fine del loro ciclo vitale. Vediamo allora qual è lo schema corretto per la rotazione dei pneumatici e le tempistiche migliori per ruotare le gomme della propria auto.
Per prima cosa, è necessario chiarire che non si possono scambiare a piacimento le gomme semplicemente invertendo le anteriori con le posteriori; tale operazione si deve effettuare rispettando schemi con regole precise. Infatti, non si tratta soltanto di invertire anteriore con posteriore, ma considerare anche destra e sinistra che in determinati casi non possono essere scambiate fra loro. Ruotare le coperture è una soluzione pensata partendo dal presupposto che le gomme si consumano in maniera differente proprio a seconda della posizione in cui sono montate; nelle auto con trazione anteriore, quelle all’avantreno si usurano più rapidamente per via della coppia motrice, della trasmissione e della potenza del motore, nonché a causa del peso maggiore della parte anteriore del veicolo se il propulsore è collocato lì (in caso di vetture a trazione posteriore avviene il contrario: si consumano più rapidamente le gomme al retrotreno). Dopo un certo numero di chilometri, perciò, è bene invertire i pneumatici.
Per quel che concerne le tempistiche, si seguono le indicazioni fornite dal costruttore del veicolo e riportate all’interno del manuale d’uso del mezzo. In mancanza di tali indicazioni, la rotazione dei pneumatici va effettuata ogni 8-10 mila chilometri, magari approfittando di altre operazioni concomitanti, come ad esempio i cambi gomme stagionali (da invernali a estive e viceversa). Così facendo, sarà possibile rendere uniforme l’usura del battistrada ed evitare che una coppia di pneumatici si consumi più rapidamente dell’altra, obbligando a sostituirli prima del tempo. Come detto in precedenza, è del tutto normale che le gomme sull’asse della trazione si consumino con maggior velocità poiché sono più sollecitate, grazie alla rotazione periodica si può compensare l’usura più marcata sfruttando allo stesso modo i pneumatici che si hanno a disposizione e prolungando il loro ciclo vitale.
Dipende dal tipo di gomma e in particolare dal disegno del battistrada. Abbiamo infatti tre diverse tipologie di superficie del battistrada: direzionale, asimmetrico e simmetrico. Le coperture direzionali possono “rotolare” solo in una direzione, quella indicata appunto dal design del battistrada, che non a caso viene definito “a freccia”. Ed è proprio una freccia riportata sul fianco a indicare il senso verso il quale devono essere montati: montarli al contrario creerebbe problemi di stabilità del veicolo, sino a rendere critica la guidabilità in caso di strada bagnata poiché l’acqua presente sull’asfalto non verrebbe smaltita verso l’esterno, ma indirizzata all’interno, innescando l’aquaplaning. Pure con i pneumatici asimmetrici si segue uno schema preciso: sul fianco esterno della gomma è riportata la dicitura “outside”, che indica appunto quale lato debba essere rivolto verso l’esterno al momento di montare le coperture. Con le direzionali, quando si procede con l’inversione bisogna mantenere lo stesso lato: la posteriore sinistra al posto dell’anteriore sinistra, la posteriore destra al posto dell’anteriore destra, senza incrociarle, mentre con le asimmetriche è possibile invertire i lati, purché la scritta “outside” sia sempre rivolta verso l’esterno.
Se invece le gomme della propria vettura sono simmetriche, allora è possibile seguire vari schemi. Questo perché tali pneumatici non hanno un senso di rotazione specifico e neppure un senso di montaggio, perciò è possibile scambiarli liberamente. Ad esempio, si può optare per lo schema a croce all’indietro (anteriori al retrotreno con inversione fra destra e sinistra; posteriori all’avantreno con scambio fra destra e sinistra). Oppure scegliere lo schema a croce in avanti (gli anteriori spostati al posteriore ma senza inversione, i posteriori sull’avantreno con inversione fra destra e sinistra). Il classico schema a X invece prevede inversione fra anteriore sinistra e posteriore destra, e posteriore sinistra con anteriore destra (il disegno dello scambio forma appunto una X). Considerando che in prevalenza le vetture in circolazione sono dotate di pneumatici simmetrici, ne consegue che una gran parte degli automobilisti può ruotare i pneumatici della propria auto senza dover seguire un unico schema. Prima di farlo, però, è bene verificare e accertarsi che le gomme montate sulla vettura non siano direzionali o asimmetriche, perché in quel caso ci sono delle indicazioni da rispettare.
Finora abbiamo affrontato la rotazione di tutti e quattro i pneumatici del veicolo, con l’inversione fra anteriori e posteriori. Se invece si vogliono invertire soltanto due gomme – ad esempio perché fra anteriore e posteriore sono di misure differenti, in genere quelle posteriori più grandi di quelle anteriori – l’operazione si svolge scambiando la gomma destra con quella sinistra nello stesso asse. Quindi, per capirci, la posteriore destra al posto della posteriore sinistra e l’anteriore destra al posto dell’anteriore sinistra, senza alcuno scambio fra i due assi, reso impossibile appunto dalla differenza delle dimensioni delle coperture. Le operazioni di rotazione descritte (quattro o due pneumatici) si eseguono smontando e rimontando le ruote complete, questo significa che possono essere svolte anche in autonomia, se si possiede uno spazio adeguato, gli strumenti indispensabili e una manualità sufficiente. In caso contrario, rivolgersi sempre al gommista che provvederà anche a un controllo sullo stato di salute generale delle coperture così da accertarsi che siano in condizioni ottimali.