In caso di foratura – che sia improvvisa o meno – il ruotino di scorta si dimostra il dispositivo più affidabile: ecco perché bisogna averlo sempre a bordo.
Fra gli inconvenienti più fastidiosi per un automobilista ci sono le forature improvvise: il ruotino di scorta in questi casi si rivela molto utile, perché permette di sostituire la gomma danneggiata e ripartire. Diventa addirittura essenziale quando il danno è particolarmente grave o esteso e la copertura non può essere riparata; in tali situazioni soltanto col kit ruotino di scorta è possibile riprendere la marcia in sicurezza e togliersi d’impaccio. Ecco perché ancora oggi è considerato il dispositivo più affidabile e dotarsi di un ruotino auto per la marca specifica della propria vettura è sempre una scelta funzionale grazie alla quale non ci si troverà impreparati in caso di danni alle coperture. Vediamo quali sono i suoi vantaggi e perché si tratta di un investimento intelligente.
In passato la gomma di scorta aveva dimensioni identiche a quelle delle altre ruote installate e ciò causava qualche problema in termini di ingombri e pesi all’interno del veicolo. Poi venne il ruotino, che con dimensioni più piccole riduceva gli ingombri ma manteneva la funzionalità. Infine è arrivato il kit di riparazione: leggero, compatto, facile da usare ma… inutile su danni estesi o che si verificano sul fianco della gomma. Ciò spiega per quale motivo il ruotino di scorta è ancora oggi così apprezzato: rappresenta il compromesso migliore fra i dispositivi di emergenza perché consente di riprendere a circolare a prescindere dal danno subito dal pneumatico, senza ingombrare in maniera eccessiva il bagagliaio. Non è un caso dunque che gli esperti lo consiglino a tutti coloro che possiedono una vettura che ne è sprovvista, così da poter contare su uno strumento più affidabile del kit.
L’esito della sfida appare piuttosto scontato, alla luce di ciò che abbiamo anticipato. Il ruotino presenta degli indubbi vantaggi perché può sempre essere utilizzato indipendentemente dal danno subito dal pneumatico, mentre il kit di riparazione può intervenire solo su forature di dimensioni inferiori a 6 millimetri di diametro e localizzate sul battistrada. Se si verifica uno squarcio o un taglio sul fianco della gomma, il kit è inutile. Inoltre il ruotino, con una manutenzione adeguata, garantisce un ciclo vitale piuttosto lungo perché non ha una data di scadenza, mentre il liquido sigillante che compone il kit ce l’ha ed è di circa 3-5 anni. In compenso, a vantaggio del kit c’è l’estrema facilità di utilizzo, visto che prevede solo l’inserimento del tubo del piccolo compressore nella valvola della gomma, mentre il ruotino richiede maggiore manualità per rimuovere la copertura danneggiata e inserire quella di scorta.
Ci sono differenze anche nel post-foratura fra i due dispositivi. Con il ruotino si riprende a circolare ed è necessario rispettare determinati limiti: 80 chilometri orari di velocità massima e non si dovrebbero superare gli 80-100 chilometri di percorrenza, proprio perché si tratta di un dispositivo temporaneo. Tale distanza, comunque, è più che sufficiente per togliersi d’impaccio e raggiungere un’officina; a quel punto il gommista stabilirà se il pneumatico danneggiato può essere riparato oppure no. Con il kit, una volta utilizzato, è necessaria la stessa cautela al volante e anche in questo caso è consigliato non superare gli 80 km/h di velocità. Le operazioni per il gommista, però, sono rese più complicate dalla schiuma sigillante: prima di stabilire se il pneumatico danneggiato si può riparare o no, dovrà rimuovere la schiuma dalla parte interna della gomma e del cerchio, rendendo l’intervento più laborioso (e non è da escludere che la schiuma stessa possa compromettere la successiva riparazione).
Nell’eventualità di una foratura improvvisa, la prima operazione da compiere è fermarsi in un luogo sicuro che permetta i successivi interventi. Se non è possibile accostare immediatamente, si deve procedere a velocità lenta – inserendo le quattro frecce – sino a trovare una piazzola o uno spazio che permetta di fermare il mezzo senza essere d’intralcio al traffico o causare pericoli. A quel punto si può scendere dalla vettura e valutare l’entità del danno; se si dispone del ruotino non si avranno problemi nel riprendere la marcia, poiché si andrà a sostituire la gomma danneggiata. Col kit di riparazione, invece, è necessario verificare le dimensioni della foratura e la sua posizione, così da capire se può essere effettivamente utilizzato. Se ciò non è possibile, l’unica cosa da fare sarà chiamare il soccorso stradale.
Oltre ai vantaggi pratici, il ruotino porta con sé pure vantaggi che potremmo definire “psicologici”. Cosa significa? La presenza del ruotino di scorta dà sicurezza perché rende totalmente autonomi: a prescindere dal danno subito, da dove si verifica, dall’orario – ad esempio in piena notte in una zona isolata – sarà possibile ripartire in 15-20 minuti semplicemente sostituendo la ruota e montando il ruotino. È una ruota “fisica” che può essere utilizzata all’occorrenza e questo riduce l’ansia che spesso accompagna gli automobilisti: un eventuale inconveniente alle gomme può essere risolto grazie al ruotino. Averlo a bordo può risultare dunque “rassicurante”, ben più di quanto accadrebbe con il kit di riparazione, viste tutte le limitazioni a cui è soggetto. E viaggiare tranquilli è un vantaggio da non sottovalutare, soprattutto quando si percorrono lunghi tragitti al di fuori dei centri urbani.
Esattamente come accade per le altre gomme, anche il ruotino di scorta deve essere sottoposto a manutenzione. In questo caso può essere un po’ meno frequente – proprio perché restando nel bagagliaio non è sottoposto a sollecitazioni quotidiane – ma comunque non va sottovalutata. In particolare, bisogna monitorare la pressione di gonfiaggio per assicurarsi che rispetti i valori indicati e poi è sufficiente un controllo visivo, così da capire se esternamente è tutto a posto oppure vi sono anomalie. Il punto centrale è semplice: si deve fare in modo che il ruotino sia sempre pronto all’uso, perché in caso contrario la sua presenza a bordo si rivela inutile. A cosa sarebbe servito tenerlo nel bagagliaio se al momento di montarlo dopo una foratura lo si trova sgonfio?