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Un nuovo procedimento potrebbe cambiare il riciclo dei pneumatici

Published in montaggiogomme by Matteo Lecca, 20/03/2020 0

Un team di ricercatori chimici della McMaster University ha elaborato un nuovo procedimento per il riciclo dei pneumatici che nel prossimo futuro potrebbe radicalmente cambiare il loro smaltimento. Si tratta di una lavorazione di tipo chimico che dissolve la gomma presente nelle coperture, “tagliando” i legami molecolari delle componenti che si trovano nel battistrada e agevolando così il riciclaggio. Per questo motivo tale procedimento è stato già ribattezzato “forbice molecolare”, in quanto taglia a livello chimico le gomme auto facilitando lo smaltimento. Un sistema che viene incontro alle esigenze sempre crescenti – in particolare in fatto di numeri – circa la raccolta e la gestione dei pneumatici, che necessitano di essere ottimizzate per far fronte alla grande mole di lavoro che questo tipo di attività comporta.

Come funziona il nuovo sistema

I dati ci dicono che nel corso del 2019 sono stati venduti all’incirca 3 miliardi di nuovi pneumatici in tutto il mondo e se da un lato ciò sottolinea la maggiore attenzione degli automobilisti verso questa componente dell’auto molto spesso sottovalutata, dall’altra apre la questione dello smaltimento quando tali gomme giungeranno al termine del loro ciclo vitale. Un problema già in essere dato che perfino ora la raccolta e la gestione dei PFU – pneumatici fuori uso – risulta complicata. Per superare gli ostacoli e permettere di riciclare totalmente le coperture da smaltire, la soluzione arriva dalla McMaster University dell’Ontario, che ha elaborato un sistema di natura chimica per ottimizzare il riciclo delle gomme, consentendo di smaltire sostanze che al momento vengono definite irrecuperabili, nonostante gli enormi passi avanti fatti in tema di riciclaggio dei pneumatici, grazie ai quali oggi possono essere realizzati numerosi altri materiali (pannelli per l’insonorizzazione, superfici per campi sportivi, mattoni e altro ancora).

Gli elementi chimici in un pneumatico 

Come già anticipato, questo nuovo procedimento agisce a livello chimico sul pneumatico, interrompendo i saldi legami che si vengono a creare durante la lavorazione, in particolare nel processo di indurimento, nel quale l’unione tra lo zolfo e le gomme naturali “rinsalda” i polimeri per trasformare il materiale da liquido a solido. Tutto ciò porta la chimica presente nel pneumatico ad essere piuttosto complessa e di conseguenza difficile da “slegare”, perché le gomme auto devono innanzitutto garantire una buona resistenza al degrado, essendo realizzate proprio per questo scopo! Quello che rende il pneumatico resistente e duraturo – quando è di buona qualità, ovviamente – è anche ciò che ne complica il riciclo, aumentando la difficoltà nel trattarlo. Il procedimento dei chimici dell’Ontario punta a slegare i legami polimerici, agevolando il successivo trattamento della gomma.

Si aprono nuovi scenari 

Naturalmente siamo soltanto all’inizio, il nuovo sistema è stato messo a punto ma ancora non può essere impiegato su larga scala poiché si tratta di una tecnica decisamente costosa. Il passo successivo dei ricercatori si concentrerà proprio su tale aspetto: rendere l’intero processo più economico così da fare in modo che sia maggiormente accessibile e favorirne l’utilizzo. Michael Brook, che ha guidato lo studio nei panni di professore del Dipartimento di chimica e biologia chimica nella McMaster, ha affermato che il passo più importante – ovvero elaborare questo nuovo sistema – è stato compiuto, il resto sarà più facile anche se richiederà tempo e ulteriori studi affinché possa essere ampliata l’applicazione di tale tecnica. Ad ogni modo, secondo Brook, questo sistema rappresenta la chiusura definitiva del ciclo vitale di una gomma, che permetterà di convertire interamente (cosa che al momento non è possibile) un pneumatico vecchio in un prodotto nuovo.