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Ritardi nella raccolta dei pneumatici: colpa dei consorzi?

Published in montaggiogomme by Matteo Lecca, 21/01/2019 0

È in costante aumento il numero di officine e gommisti che lamentano ritardi nella raccolta e smaltimento dei pneumatici fuori uso, con conseguenti problematiche non soltanto per l’ambiente ma anche per gli operatori del settore, che vedono crescere la quantità di gomme accumulate senza che nessuno si occupi del loro ritiro. Di chi è la colpa? I ritardi sono senz’altro imputabili ai consorzi che si dovrebbero occupare della raccolta presso i gommisti e le officine, ma quali sono le ragioni di tali ritardi? Probabilmente si tratta di questioni legate alla logistica, nello specifico alla mancanza delle risorse necessarie alla gestione di un volume tanto elevato di PFU da ritirare e smaltire, e così nei piazzali di gommisti e di autoriparatori continuano ad accumularsi gomme per auto in attesa di essere raccolte.

I ritiri che dovrebbero essere effettuati a cadenze regolari proprio per evitare l’accatastamento di coperture giunte al termine del loro ciclo vitale sono invece saltuari, e a farne le spese sono soprattutto i gommisti. I costi di stoccaggio in attesa della raccolta sono consistenti e non tutti i gommisti riescono a sostenerli; inoltre lo stesso stoccaggio richiede regole rigide da rispettare e la loro mancata osservazione può comportare sanzioni per officine e gommisti in attesa dell’intervento dei consorzi. A ciò si aggiungono i rischi ambientali: le gomme depositate nei piazzali sono soggette all’azione degli agenti atmosferici, col potenziale rilascio di componenti chimiche nel terreno e nell’aria che mette in pericolo la salute di coloro che lavorano nelle officine. La situazione si fa ancora più problematica verso la fine dell’anno, quando i ritardi si accumulano e il recupero delle gomme procede ancora più a rilento. Ecco perché gli addetti ai lavori chiedono a gran voce una revisione del sistema di raccolta, per renderlo più efficiente, puntuale e regolare, al fine di scongiurare l’accumulo di gomme sulle spalle – e soprattutto a spese – del gommista.