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Pneumatici cinesi importati: sospetti di frode

Published in montaggiogomme by Matteo Lecca, 25/06/2019 0

A cadenza ciclica si torna a parlare di sospetti di frode per i pneumatici cinesi importati in Europa, per questo la Commissione UE ha deciso di monitorare le importazioni di gomme provenienti dalla Cina per far luce su eventuali pratiche di dumping, la tecnica utilizzata dalle aziende cinesi che consiste nel vendere a costi inferiori i propri prodotti all’estero rispetto ai prezzi praticati sul territorio nazionale. Un sistema che va a danneggiare il mercato europeo e le aziende che operano nel Vecchio continente nel rispetto delle regole. Ecco perché le importazioni cinesi sono finite nuovamente sotto la lente di ingrandimento, per verificare l’operato di diverse società affinché venga rispettato il nuovo Regolamento di esecuzione, che prevede che tutti i pneumatici – sia quelli nuovi che i ricostruiti – siano registrati al momento dell’importazione in Europa.

A segnalare il commercio sleale è stata l’Associazione europea di produttori di pneumatici che riunisce le principali aziende europee, secondo le quali la vendita di gomme cinesi a prezzi estremamente bassi avrebbe permesso ai produttori del Paese del Dragone di guadagnare consistenti fette di mercato in Europa, a danno ovviamente dei costruttori europei. Se al termine dell’indagine le pratiche di dumping venissero confermate, potrebbero essere di nuovo applicati dazi provvisori oppure definitivi nei confronti dei pneumatici provenienti dalla Repubblica popolare cinese; nel primo caso, la tassazione aggiuntiva avrebbe una durata di 9 mesi, mentre nel secondo – stando a quanto previsto dalla normativa – potrebbe arrivare anche a 5 anni. Al centro dell’indagine sono finiti in particolare i pneumatici per autocarri, quelli maggiormente indiziati di essere venduti a prezzi inferiori nel nostro Continente, esattamente com’era accaduto lo scorso anno; in seguito alla conferma di commercio sleale, il 1° febbraio è stato approvato il Regolamento di esecuzione che le aziende cinesi sono tenute a rispettare per poter importare in Europa i loro prodotti.