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Pirelli si fonde con Nokian Tyres?

Published in montaggiogomme by Matteo Lecca, 03/02/2020 0

Nelle scorse settimane è circolata la voce di una possibile fusione fra Pirelli e Nokian Tyres; da una parte l’azienda italiana di riferimento nell’ambito dei pneumatici che da ormai un decennio è fornitore unico in Formula 1, dall’altra la società finlandese leader nel segmento delle gomme invernali, una fusione aprirebbe scenari al momento difficili da ipotizzare ma comunque intriganti. Tuttavia la voce è rimasta tale, Pirelli infatti ha smentito – almeno per il momento – un’eventuale aggregazione. Ad ogni modo l’indiscrezione ha avuto degli effetti benefici per l’azienda milanese, visto che prima della smentita il titolo in Borsa di Pirelli è cresciuto dell’1,1%, segnando un’inversione rispetto alle settimane precedenti nelle quali era sceso fino a -4,3%.

Una mossa semplicemente economica?

A questo punto in tanti hanno insinuato che potesse trattarsi di una voce infondata ma comunque messa in circolo e alimentata per scopi “borsistici”, ovvero dare un po’ di ossigeno ad un titolo che stava vivendo momenti complicati dallo scorso ottobre. Difatti la mossa si è rivelata utile anche per Nokian Tyres, il cui rialzo in borsa è stato inferiore e si è attestato allo 0,6%. A fornire l’indiscrezione è stato il Daily Mail, secondo cui Pirelli sarebbe ancora in fase di valutazione circa l’aggregazione con Nokian, che permetterebbe al marchio italiano di espandersi sul mercato di riferimento della società finnica, vale a dire il nord Europa e la Russia. Una fusione giudicata però fin da subito poco probabile dagli analisti di Websim-Intermonte. È necessario precisare che la smentita circa una trattativa per la fusione è arrivata solamente da Pirelli, mentre Nokian ha mantenuto il silenzio.

Un’arma a doppio taglio

Se in un primo momento la voce di una fusione aveva portato a un rialzo in Borsa per entrambe le aziende, il successivo profit warning di Nokian – ovvero la comunicazione che le previsioni sugli utili non verranno rispettate – ha cancellato gli effetti positivi dell’indiscrezione, facendo emergere un segno meno sul valore delle azioni non soltanto per l’azienda finlandese, ma anche per Pirelli. Il ribasso per la società milanese è stato del -2%. Per Nokian si tratta del secondo warning dopo quello di ottobre, a sottolineare una situazione tutt’altro che rosea e che prevede vendite in calo per il 2020. Ci si attende inoltre che i risultati operativi saranno inferiori rispetto all’anno appena concluso, causati da un clima invernale mite anche in zone solitamente fredde, che ha generato un minor impiego – e dunque una richiesta inferiore – di pneumatici invernali. Tuttavia non è ancora da escludere completamente l’ipotesi di una fusione.

Attese per il piano industriale Pirelli

Le prossime settimane potrebbero fugare i dubbi e togliere ogni incertezza, poiché sia Nokian che Pirelli sono attese da appuntamenti significativi. Il 4 febbraio la società finlandese presenterà i risultati ufficiali dell’anno 2019, mentre due settimane più tardi sarà la volta di Pirelli, chiamata a illustrare il nuovo piano industriale per il triennio 2020-2022. A generare ancor più aspettative è stata la comunicazione degli azionisti di maggioranza di Pirelli, ovvero China National Chemical Corporation, che è in programma una riorganizzazione a livello strategico per due società che fanno parte del gruppo cinese, ChemChina e Sinochem Group, la quale però secondo gli analisti dovrebbe avere implicazioni dirette piuttosto limitate per l’azienda milanese. C’è dunque una sorta di uniformità di giudizio da parte degli analisti: i segnali emersi non sono da interpretare come un’intenzione di fusione da parte di Pirelli e Nokian, operazione che continua ad essere ritenuta dagli esperti poco probabile.