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Nasce a Olbia l’asfalto realizzato con i pneumatici

Published in montaggiogomme by Matteo Lecca, 11/05/2020 (edited on 25/05/2020 ) 0

L’emergenza Coronavirus non ferma l’innovazione: è stato presentato a Olbia (a dire il vero prima che avvenisse il lockdown) un progetto pilota per la realizzazione di un nuovo tipo di asfalto con pneumatici fuori uso. La cittadina del nord Sardegna è al momento la prima a sperimentare questa soluzione che verrà impiegata in una delle arterie principali, via Roma, strada di ampio passaggio e fra le più trafficate di Olbia. Il progetto è stato frutto della collaborazione fra il comune ed Ecopneus, consorzio che si occupa del recupero dei cosiddetti PFU, ovvero pneumatici fuori uso, le gomme giunte alla fine del loro ciclo vitale che vengono raccolte presso gommisti e officine dalle diverse associazioni che operano nel settore.

Un asfalto più sostenibile

Il riciclo delle gomme vecchie per la realizzazione del manto stradale consentirà innanzitutto di ottenere soluzioni più sostenibili, grazie all’impiego di materiali di scarto a cui verrà data nuova vita. L’area nella quale si ha intenzione di adoperare questo innovativo asfalto si estende per circa 8 chilometri quadrati ed il composto che sarà impiegato prende il nome di “asfalto modificato con polverino di gomma riciclata dai pneumatici fuori uso”. I vantaggi non si fermano solamente alla maggiore sostenibilità: il manto con l’aggiunta di polvere di gomma, infatti, è più longevo (secondo i calcoli dovrebbe garantire una durata fino a tre volte superiore in confronto al normale asfalto, andando a ridurre in tal modo la frequenza degli interventi di rifacimento) e richiede minori costi per la manutenzione, dunque graverà in misura inferiore sui bilanci della pubblica amministrazione. Tuttavia i pregi di questo tipo di asfalto non si esauriscono qui.

Asfalto con PFU: i benefici

Il polverino di gomma ha spiccate capacità fonoassorbenti – anche per questa ragione viene ampiamente utilizzato nei pannelli insonorizzanti – e pertanto è in grado di assorbire in maniera migliore i rumori “della strada”, contribuendo così a ridurre i decibel generati dal transito dei veicoli sulla sede stradale. A ciò si aggiunge un ulteriore vantaggio: la polvere di gomma ha la capacità di incrementare l’aderenza della superficie, di conseguenza si potrà avere maggiore sicurezza poiché sarà più elevato il grip dei pneumatici. Se questi benefici verranno poi confermati dalla prova su strada, si potrà pensare ad allargare l’impiego di tale tipologia di asfalto nell’ottica della mobilità sostenibile alla quale guardano con attenzione sempre crescente non solo le istituzioni ma anche i produttori di auto e di pneumatici. Un lavoro congiunto finalizzato alla riduzione delle emissioni e all’incremento della sicurezza per gli automobilisti.

I numeri del progetto pilota

Per la realizzazione degli 8 chilometri quadrati di asfalto è stato messo in conto l’utilizzo di circa 8 tonnellate di polverino di gomma, ricavato da un migliaio di pneumatici PFU secondo le stime fornite dalla Ecoservice di Sant’Antonio di Gallura. Non è un caso che il progetto pilota abbia interessato Olbia: proprio qui, infatti, per anni i cittadini hanno avuto a che fare con due depositi di gomme dismesse nei quali si trovavano più di 1700 tonnellate di pneumatici, secondo quanto denunciato da Giovanni Corbetta, direttore generale di Ecopneus. Ed è stato proprio il suo consorzio a liberare queste aree con due diversi interventi, uno nel 2012 e l’altro nel 2018. Le coperture raccolte vengono poi sottoposte a lavorazione, in modo da eliminare le parti metalliche e quelle in tessuto, e recuperare la gomma da destinare a nuovi utilizzi, unendo l’efficienza e le performance di questo materiale riciclato a nuova vita alla salvaguardia dell’ambiente