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La storia delle catene da neve

Published in montaggiogomme by Matteo Lecca, 07/02/2020 (edited on 11/05/2020 ) 0

Seppur ormai superate dal progresso tecnologico, sotto forma di pneumatici invernali ormai affidabili e performanti pure nelle condizioni più estreme, le catene da neve per oltre un secolo sono state un supporto indispensabile per gli automobilisti chiamati a guidare nelle aree più fredde, su strade innevate e ghiacciate. La loro storia, infatti, comincia all’alba del Novecento e giunge fino ai nostri giorni. Anche se nel complesso oggi risultano meno efficienti delle gomme termiche, possono tuttavia rivelarsi ancora utili in determinate circostanze, quando ad esempio la neve sulla superficie stradale è abbondante e i pneumatici invernali faticano a trovare la giusta aderenza: in quel caso solo le catene da neve possono aiutare l’automobilista a venir fuori da una situazione critica e potenzialmente molto pericolosa.

La nascita delle catene da neve

Per uno dei curiosi paradossi del destino, le catene da neve nascono… in piena estate! 23 agosto 1904, ufficio brevetti di New York: è qui che Harry Delyne Weed deposita la sua invenzione, denominata “sistema di battistrada per l’aderenza delle ruote pneumatiche”. Le coperture come le conosciamo oggi avevano circa mezzo secolo di vita e si poneva il problema – ben lontano dall’essere risolto con le gomme termiche – di incrementare l’aderenza del pneumatico sulle superfici scivolose, in presenza appunto di neve e ghiaccio. L’invenzione nacque da un’idea piuttosto semplice, stimolata dal vedere le auto dell’epoca arrancare in difficoltà sulle strade ricoperte di neve e fango; inizialmente, proprio per aumentare l’aderenza, sul battistrada venivano attaccati dei pezzi di corda, la cui resistenza era però limitata in quanto si staccavano o su laceravano in poco tempo durante l’utilizzo. L’idea però era corretta, bastava sostituire la corda con una catena metallica…

In che modo funzionano le catene da neve

Il principio del funzionamento delle catene da neve è tutto sommato semplice, vanno fissate alle ruote motrici attraverso dei ganci e incrementano il grip sulla superficie stradale del pneumatico quando sono presenti neve, fango oppure ghiaccio. La maglia metallica si colloca sul battistrada mentre i ganci hanno il compito di tenere la catena agganciata in maniera salda alla ruota. Attualmente sono tre i modelli di catene da neve disponibili sul mercato: quelle normali con anelli circolari, le rompighiaccio – i cui anelli hanno forma squadrata e presentano delle piastrine sporgenti, che servono appunto  a conficcarsi nel ghiaccio per assicurare una presa maggiore – e quelle piatte, catene che potremmo definire “salvaspazio” studiate per avere ingombri ridotti ed essere utilizzate sulle vetture con assetto sportivo, che dispongono di spazi limitati intorno alle ruote e perciò necessitano di catene dalle dimensioni contenute che non entrino in contatto con i passaruota o con le parti meccaniche.

L’evoluzione delle catene

Nel corso di oltre un secolo di vita, le catene da neve hanno vissuto una logica evoluzione che grazie alla tecnologia le ha rese sempre più affidabili e performanti. Tali miglioramenti non hanno riguardato soltanto il funzionamento ma anche il montaggio, con l’obiettivo di renderlo più semplice e alla portata di tutti. A cambiare sono stati sia i materiali che il disegno delle trame e al momento sono quattro ad essere maggiormente impiegati; il disegno a rombo, quello a diamante (che lascia sulla neve un’impronta a forma di Y rovesciata), a rombi simmetrici e a scaletta. In base alle proprie esigenze e alle condizioni da affrontare, si può scegliere la soluzione più adatta. In tempi recenti la gloriosa storia delle catene da neve è stata offuscata dallo sviluppo tecnologico delle gomme termiche, ormai divenute più affidabili e prestazionali.

Catene da neve e pneumatici invernali

Come già anticipato in precedenza, le catene da neve si rivelano funzionali sono in condizioni estreme, in tutte le altre situazioni sono da preferire i pneumatici invernali, capaci di assicurare un ottimo grip anche in presenza di ghiaccio e neve sulla superficie stradale. Soltanto sulla neve abbondante le gomme termiche mostrano dei limiti e le catene riescono ad essere più efficaci, garantendo la presa e l’aderenza che invece manca ai pneumatici. Sul ghiaccio spesso soltanto le gomme chiodate riescono ad essere all’altezza delle catene, che pure in questa particolare condizione si dimostrano più efficienti. Nel complesso, però, le catene da neve sono più scomode, in quanto vanno montate in caso di necessità e poi smontate non appena cessa l’emergenza, da questo punto di vista le gomme invernali sono decisamente più versatili e funzionali. Inoltre, con le catene bisogna rispettare limiti di velocità più bassi: non è possibile superare i 50 km/h.

L’evoluzione della specie

Un’ulteriore evoluzione delle catene ha portato allo sviluppo di nuovi dispositivi, che vengono denominati “calze” e “ragni”. Di che cosa si tratta? In sostanza sono supporti da applicare alle gomme che al contrario delle catene non sono rigidi bensì morbidi e flessibili, che naturalmente presentano sia dei vantaggi che degli svantaggi. In linea di massima la loro applicazione è più semplice rispetto a quella delle catene, tuttavia essendo in tessuto morbido sono portati a “svolazzare” – il caso delle calze – durante il movimento con il rischio di impigliarsi nelle parti meccaniche della vettura, causando dei danni. I ragni – detti anche “spikes” – sono elementi in plastica che si fissano al cerchione (anch’essi piuttosto facilmente) e incrementano il grip sulla neve. Tuttavia se non sono omologati, non possono essere installati a bordo della vettura e usandoli si può incorrere in sanzioni.

Le omologazioni

In fatto di omologazioni, le calze possono essere utilizzate in quanto omologate ma presentano limiti simili a quelli delle catene; la velocità dev’essere contenuta a 50 km/h e proprio come le catene non possono essere usate sull’asfalto. Essendo di tessuto, si rovinerebbero molto in fretta a causa dell’usura, con le catene invece non solo si corre il pericolo di danneggiarle, ma si andrebbe a rovinare l’asfalto, ed ecco perché sono previste pesanti sanzioni per chi mantiene le catene anche al di fuori dei tratti innevati. A ciò poi si aggiungono ulteriori rischi alla guida, poiché il grip delle catene sull’asfalto nudo non è ottimale e perciò si compromette la sicurezza. Lo sviluppo tecnologico tuttavia è andato avanti e ha già superato sia i ragni che le catene, proponendo soluzioni altamente innovative, ben lontane dalle catene originarie.

Catene liquide e in spray

Il futuro dei supporti da collocare sui pneumatici in caso di neve e ghiaccio sono le catene liquide e in spray. La catena spray è una sostanza da spruzzare sul battistrada tramite una bomboletta che serve ad incrementare il grip, ma perde efficacia a contatto con l’acqua. La catena liquida, invece, consiste in un prodotto che va modellato sulla superficie del battistrada fino a ricreare le trame di una classica catena da neve, da lasciar poi indurire per ottenere i supporti rigidi che aumentano l’aderenza su ghiaccio e neve. Al momento nessuna di queste due soluzioni è omologata, ragion per cui non possono sostituire le tradizionali catene e in caso di utilizzo si è esposti al rischio di sanzioni. Dunque sebbene superate dall’avanzamento tecnologico, le catene da neve sopravvivono ancor oggi a oltre un secolo dalla loro invenzione, proprio perché il principio su cui si basano risulta tuttora efficace, a dispetto degli enormi passi avanti compiuti dalle tecniche di produzione.