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Inquinamento: quanto incide l’usura dei pneumatici?

Published in montaggiogomme by Matteo Lecca, 29/06/2020 0

Nell’inquinamento da microplastiche è notevole l’incidenza dell’usura dei pneumatici, come rilevato da recenti studi e riconosciuto dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che considera proprio questo tipo di inquinamento una pericolosa minaccia per la salute dell’uomo. Tuttavia quasi immediata è arrivata la replica da parte dei produttori di gomme, che ritengono ingiusta l’accusa di aggravare l’inquinamento dovuto a microplastiche e anzi sostengono di aver investito importanti risorse negli ultimi anni per ridurre sempre di più il consumo dei pneumatici. Da che parte sta la ragione? A livello scientifico, sembrano evidenti le prove di un collegamento diretto fra inquinamento da microplastiche e usura delle gomme, eppure i costruttori di pneumatici chiedono ai legislatori regole meno restrittive poiché le particelle delle gomme non rappresentano un reale pericolo per l’essere umano.

Microplastiche: perché sono dannose per la nostra salute

Per quale motivo le microplastiche vengono considerate dannose per la nostra salute? La loro azione colpisce in modo particolare il sistema immunitario, causando un suo indebolimento. E sono vari gli studi condotti nell’ultimo decennio che associano la diffusione delle microplastiche all’attrito che si crea fra il pneumatico e il fondo stradale, ecco perché il dito è stato puntato sui produttori di gomme auto. Proprio i pneumatici sono considerati una delle principali fonti di rilascio di microplastiche nell’aria, ma a fronte di queste ricerche ce ne sono altre presentate dai costruttori secondo le quali le microparticelle delle gomme non costituiscono un pericolo né per l’uomo né per l’ambiente e anzi, rigettano le accuse sostenendo che non siano in realtà così diffuse come invece affermano certi studi. Non vi è dunque una preoccupazione fondata e il collegamento fra inquinamento e usura delle gomme è quanto meno capzioso.

Gli scenari futuri

Tuttavia i legislatori stanno tenendo seriamente in considerazione gli studi che evidenziano la diretta correlazione fra inquinamento e consumo delle coperture e questo potrebbe portare a una modifica delle normative, più nello specifico all’introduzione di regole che riguardano il consumo della superficie dei pneumatici. Per contenere il rilascio nell’atmosfera di microplastiche, infatti, si sta pensando di imporre degli standard minimi che i produttori dovranno rispettare per quanto concerne l’abrasione del battistrada e la durata della gomma: una decisione che potrebbe avere degli effetti devastanti sull’industria dei pneumatici. Per quale motivo? L’introduzione di una norma di questo tipo costringerebbe i costruttori a rivedere interamente il processo produttivo delle coperture, con un esborso piuttosto elevato e quantificato in diversi miliardi di euro di spese aggiuntive per adeguarsi alla nuova normativa. Un costo ancora più salato anche alla luce della recente crisi dovuta alla pandemia causata dal Coronavirus.

Sottovalutazione dell’usura

I produttori inoltre vengono accusati di sottovalutare l’usura dei loro prodotti, attribuendo gran parte della responsabilità circa il consumo del battistrada all’automobilista; secondo i costruttori, infatti, a incidere sull’usura sono soprattutto lo stile di guida e una manutenzione non sempre ottimale dei pneumatici. In realtà, stando agli autori di tali ricerche questa tendenza a individuare in fattori esterni le cause principali dell’usura delle coperture – stile di guida, scarsa manutenzione, condizioni climatiche, stato delle strade – è un modus operandi dei produttori per non intervenire sul disegno delle gomme che, invece, analizzando i dati raccolti dai ricercatori è il responsabile primario dell’usura del battistrada e quindi del rilascio di microplastiche da parte dei pneumatici. Perciò l’introduzione di norme che imporranno degli standard minimi da rispettare in fatto di usura sembra ormai inevitabile, pure alla luce di un’altra ricerca che ha stabilito che circa il 28% delle microplastiche che si trovano negli oceani proviene proprio dai pneumatici.