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Cura dei pneumatici: i consigli di Nokian

Published in montaggiogomme by Matteo Lecca, 15/10/2018 0

La condizione dei pneumatici incide in maniera diretta – e significativa – non solo sulle prestazioni della vettura, ma anche sul comfort alla guida, ecco perché è essenziale accertarsi che siano sempre in buona “salute”. Inoltre gomme su cui viene effettuata una manutenzione costante sono in grado di garantire più a lungo le performance, assicurando così una durata maggiore nel tempo. C’è altro però che va al di là della manutenzione: anche abitudini di guida errate possono influire negativamente sulle prestazioni delle coperture, riducendone pure il ciclo vitale. Fra gli aspetti sottolineati da Nokian Tyres nel suo vademecum per la cura dei pneumatici ce n’è uno spesso sottovalutato dagli automobilisti; quante volte capita di trovare sul fondo stradale i solchi gommati del percorso compiuto da tutte le vetture transitate su quella strada?

L’abitudine, talvolta quasi involontaria, è quella di ricalcare il medesimo percorso, seguendo i solchi presenti: secondo il costruttore di pneumatici finlandese questo è un comportamento sbagliato, poiché ricalcare le “scie” gommate sulla strada può portare ad un consumo superiore del battistrada e inoltre aumenta la rumorosità della gomma. Ancora maggiori sono i rischi in caso di strada bagnata, poiché transitando su quei solchi è più alto il pericolo di aquaplaning in quanto risulta minore la presa del battistrada sulla superficie stradale. Il suggerimento è quindi quello di non allinearsi al percorso già battuto, ma spostarsi lievemente di lato in modo che le coperture possano poggiare sulla parte di asfalto priva di gomma già depositata.

Lo stile di guida

Lo stile di guida di un’automobilista ha un’incidenza elevata sulla vita dei pneumatici. In particolare, una guida esigente rischia di provocare un consumo anomalo e più rapido delle gomme, senza che vi siano benefici tangibili sulla durata di percorrenza; guida aggressiva e grintosa, infatti, non vuol dire ridurre i tempi del tragitto o meglio, tale riduzione non giustifica lo stress eccessivo che devono sopportare i pneumatici. Prendendo come riferimento un tragitto di circa 200 chilometri, una velocità media inferiore di 10 km/h significa giungere a destinazione più o meno 8 minuti dopo rispetto a chi ha mantenuto una velocità di dieci chilometri all’ora superiore: un ritardo di poco conto se si traduce in un carico di lavoro meno esigente per le gomme. A ciò bisogna poi aggiungere il maggiore comfort e un più alto livello di sicurezza, che certamente vanno a vantaggio dell’automobilista e di coloro che si trovano a bordo del mezzo. Viaggiare ad un’andatura uniforme e accelerare in maniera costante aiuta a preservare le gomme, incrementandone il ciclo vitale.

Questi comportamenti vanno naturalmente associati ad una verifica periodica dello stato esterno del battistrada e della spalla del pneumatico, nonché ad un controllo mensile sulla pressione di gonfiaggio, che deve essere sempre corretta. Nello specifico, se si nota un consumo anomalo sulla superficie della gomma, questo è il campanello d’allarme che qualcosa non è a posto nella pressione di gonfiaggio oppure nella convergenza della ruota; in tal caso è fondamentale un controllo presso il gommista di fiducia per capire cosa provoca l’usura irregolare della copertura. Alla base di tutto ciò, ovviamente, ci deve essere un pneumatico di alta qualità, capace di garantire performance eccellenti e ottima durata nel tempo. Oltre che di elevata qualità, i pneumatici devono essere “giusti”: gomme invernali usate nel periodo estivo si consumeranno con estrema rapidità, causando non pochi problemi alla guida, mentre coperture estive nei mesi più freddi dell’anno si riveleranno inadeguate, esponendo l’automobilista a grossi pericoli soprattutto su strada bagnata e superfici scivolose. In caso di pneumatici inadatti, saranno ben poco utili uno stile di guida attento e un’accurata manutenzione.