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40 mila tonnellate di pneumatici immessi ogni anno in Italia illegalmente

Published in montaggiogomme by Matteo Lecca, 16/03/2020 0

L’immissione illegale di pneumatici sul suolo italiano ammonta a 40 mila tonnellate ogni anno, una pratica che porta ad un’evasione dell’Iva di circa 80 milioni di euro e genera grosso modo 12 milioni di euro in meno relativamente al versamento del contributo ambientale destinato alla raccolta e al riciclo dei PFU, ovvero i pneumatici fuori uso. Sono questi i numeri crudi di una situazione che seppur migliorata negli ultimi anni grazie ai controlli, resta comunque allarmante non solo per il rischio ambientale, ma anche per i soldi che vengono sottratti alla collettività attraverso l’evasione fiscale e non rispettando le norme in materia di raccolta e riciclo delle gomme giunte al termine del loro ciclo vitale. Si tratta di pneumatici “fantasma” che per il sistema che si occupa della loro gestione non esistono.

Il flusso illegale delle gomme auto

I pneumatici immessi in maniera illegale in Italia causano problemi a cascata: in primis, ovviamente, l’evasione dell’Iva – che ogni anno ammonta a circa 80 milioni di euro – e in seconda battuta rallentamenti nella gestione dei pneumatici da smaltire, con un sovraccarico di lavoro ingestibile per i consorzi che si occupano della raccolta, poiché la quantità di tali gomme è molto più elevata rispetto alle previsioni stilate sul commercio legale. Questo avviene nonostante il Ministero dell’ambiente, a partire dal 2019, abbia incrementato del 5% il target di gestione dei consorzi, che non riescono però a far fronte allo smaltimento quando ai pneumatici “regolari” si aggiungono quelli introdotti illegalmente. Tale pratica comporta due conseguenze negative: ostacoli alla raccolta, che penalizzano anche lo smaltimento delle gomme a norma, e moltiplicazione delle discariche abusive, in cui vengono abbandonate le coperture che non appartengono al giro legale.

Da dove arrivano le gomme illegali

Ad introdurre illegalmente i pneumatici sul mercato sono rivenditori – sia fisici che online – poco affidabili, che puntano a lucrare tramite un’attività improvvisata in barba alle leggi. Ovviamente questo tipo di commercio risulta più facile sul web, ecco perché quando si decide di acquistare pneumatici online bisogna sempre verificare con attenzione la serietà e l’affidabilità del venditore, sia per non incorrere in truffe sia per evitare di comprare gomme in maniera illegale, la cui raccolta e gestione una volta giunte a fine vita sarà quanto mai problematica. Occhio quindi alle promozioni e alle offerte i cui prezzi si presentano sospettosamente bassi: nella maggior parte dei casi lo sconto è dovuto all’evasione dell’Iva da parte del venditore, ma può anche capitare di imbattersi in pneumatici nuovi rubati e poi rivenduti su internet a prezzi molto contenuti.

Gestione e raccolta: le aree più problematiche

L’opera di gestione e raccolta di PFU portata avanti dai consorzi consente di smaltire in Italia ogni anno circa 38 mila tonnellate di pneumatici, un lavoro che però può essere messo in crisi dal fatto di dover gestire gomme “inattese” che compaiono illegalmente sul nostro territorio. Le segnalazioni aiutano in parte a tenere sotto controllo la situazione, ma certo non sono sufficienti; le aree più problematiche, stando al numero di segnalazioni, sono la Campania (77 segnalazioni) e la Lombardia (51), in cui il mancato rispetto delle leggi obbliga i consorzi ad interventi non previsti, con un aumento dei costi che rischia di gravare su venditori e automobilisti onesti, che regolarmente pagano quanto dovuto allo Stato e la quota PFU destinata allo smaltimento delle gomme vecchie. Per cercare di porre un rimedio al problema, è necessario un rafforzamento dei controlli e perciò gli addetti ai lavori chiedono l’istituzione di un registro dei produttori e degli importatori dei pneumatici, in modo da smascherare più facilmente coloro che operano nell’illegalità.